2.7.13

It will not be a tender fire

It will not be a tender fire
Upon your postcard mountains
 
Parole parole parole.
Gli spasmi, i dolori intercostali.
I suoni incalzanti. Gli abbracci frettolosi.
Una parvenza di famiglia.
Ci agitiamo in mezzo alla folla, ci facciamo sentire.
La folla inconsistente, la folla che si dissolve.
Voglio essere così: eterea.
Galleggiare nell’etere, imprimerlo sugli arti superiori e inferiori, disfarmene subito dopo.
Parlare per ore di vite ipotetiche, di abbozzi di esistenze che ci limitiamo ad immaginare vagamente.
E mi chiedevo se davvero la fase anale, e il controllo degli sfinteri, e la nascita e la formazione del Super-Io fossero davvero degli eventi così evolutivi.
E tu mi guardavi con sospetto, mi ricoprivi di lividi.
Mi lasciavi delle tracce sui punti più innervati del corpo.
Dammi le spalle e raccontami ogni cosa, soprattutto quello che non ricordi.
Addolciscimi, colorami, illudimi, annichiliscimi, edulcorami, prenditi gioco di me.
Intrappolami e soffocami, distruggi le ultime cose buone che mi sono rimaste.
Vorrei riuscire un giorno ad urlare come dovrei, com’è giusto che sia.
E dirti che non c’entro niente. Io non c’entro niente.
Sfracellarmi l’esofago, la laringe e la trachea, strapparmi le tonsille, illudermi che sia tutto vero.
E mi si gonfiano gli organi interni,
di vino,
di bile,
di vino e di bile,
di vino, di bile e di amori apocalittici,
di vino, di bile, di amori apocalittici e di autodistruzioni,
di vino, di bile, di amori apocalittici, di autodistruzioni e di pensieri disfunzionali.
Voglio essere così: immateriale.
Perdermi nello spazio intergalattico, non vedere altro che buio, e asteroidi e meteoriti che mi si schiantano contro, e io non sento niente. Io non sono niente.
Parlare per ore di vite ipotetiche, di sogni metafisici, di storie mai esistite, degli incubi persecutori che facciamo quasi ogni notte.
Lasciare tracce.
Lasciami delle tracce.
Attenti a non lasciare tracce.
Lacrime sparse, quasi a benedirci, quasi a consacrarci nel sacro vincolo della perdizione.
Non riesco a respirare.
Sono l’universo. Sono niente e l’universo.

This fence around your garden won’t keep the sky from falling.

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